La caduta dei capelli è un processo naturale. È normale perdere tra i 50 e i 100 capelli al giorno. Questo fenomeno fa parte del ciclo di vita del capello, che cresce, riposa e poi cade per fare spazio a un nuovo capello. Tuttavia, quando la perdita diventa più consistente e inizia a manifestarsi in modi specifici, potrebbe essere il segnale di un problema sottostante, come l’alopecia androgenetica o altre condizioni. Riconoscere i primi segnali è fondamentale per intervenire tempestivamente e, se possibile, rallentare il processo. Ma quali sono questi segnali e cosa significano?

Assottigliamento del capello e miniaturizzazione

Uno dei segnali più insidiosi e comuni non è la caduta improvvisa, ma un graduale assottigliamento dei capelli. Si parla di miniaturizzazione. I capelli diventano più sottili, meno robusti e la loro consistenza cambia. Se noti che la tua coda di cavallo è meno folta, o che i capelli sul cuscino o nella doccia sono più corti e deboli, potrebbe essere un segnale che i follicoli piliferi stanno subendo una regressione. Questo processo è spesso legato all’azione dell’ormone diidrotestosterone (DHT), che si lega ai recettori dei follicoli geneticamente predisposti, riducendone progressivamente le dimensioni.

Arretramento dell’attaccatura frontale

Questo è forse il segnale più classico della calvizie maschile (approfondimento: www.pallaoro.com). L’attaccatura dei capelli sulla fronte, che un tempo era ben definita, comincia a ritirarsi, creando la cosiddetta “stempiatura” o una forma a “M”. Nelle donne, l’arretramento può essere meno evidente, ma si manifesta spesso con un allargamento della riga centrale. La fronte sembra gradualmente più alta e i capelli alle tempie si diradano. È un segnale visibile che indica una perdita di densità e la progressiva inattivazione dei follicoli in quell’area.

Allargamento della riga centrale (nelle donne)

Se hai i capelli lunghi, un segnale evidente di diradamento può essere l’allargamento della riga. Normalmente, una riga sottile è segno di una buona densità capillare. Se noti che la tua riga si sta allargando, e che il cuoio capelluto è più visibile lungo la linea di separazione dei capelli, è un chiaro segnale di diradamento, tipico dell’alopecia androgenetica femminile. Questo schema di perdita, noto come modello di Ludwig, è uno dei più comuni e tende a risparmiare l’attaccatura frontale, ma indebolisce progressivamente l’area centrale e superiore del capo.

Perdita di capelli a chiazze o circolare

A differenza della calvizie comune, l’alopecia areata si manifesta con una perdita di capelli a chiazze, spesso tondeggianti e lisce. Le chiazze possono comparire ovunque: sul cuoio capelluto, sulla barba o sulle sopracciglia. Questo tipo di perdita è una condizione autoimmune, in cui il sistema immunitario attacca erroneamente i follicoli piliferi. Se noti la comparsa di queste chiazze, non sono necessariamente un segnale di calvizie definitiva, ma richiedono una diagnosi e un trattamento specifici.

Prurito, dolore o sensazione di bruciore al cuoio capelluto

Talvolta, la perdita di capelli può essere accompagnata da sintomi sgradevoli come prurito, bruciore o dolore al cuoio capelluto (tricodinia). Questi sintomi possono essere un segnale di infiammazione o di una condizione del cuoio capelluto che sta danneggiando i follicoli. Un’infiammazione cronica può infatti compromettere la salute dei follicoli e portare a una perdita progressiva dei capelli. Non si tratta di un sintomo tipico dell’alopecia androgenetica, ma può indicare altre patologie, come la dermatite seborroica o la psoriasi, che se non trattate possono contribuire al diradamento.

Presenza di capelli “strani” e anagen effluvio

Oltre alla caduta, è utile osservare la tipologia dei capelli che cadono. Se noti capelli con una radice scura e bulbosa, è un segnale che il capello è caduto nella fase telogen, il che è normale. Se, invece, i capelli che cadono sono più corti, sottili e con una radice molto debole, potrebbe essere un segno di un processo anomalo. In condizioni di forte stress fisico o psicologico, come malattie febbrili, interventi chirurgici o traumi emotivi, può verificarsi il cosiddetto effluvium telogen, una caduta massiva e temporanea. Molto più raro, ma grave, è l’anagen effluvio, in cui i capelli cadono nella loro fase di crescita, tipico ad esempio di trattamenti chemioterapici.

Quando consultare un esperto?

Se noti uno o più di questi segnali e la perdita di capelli ti preoccupa, è il momento di consultare un dermatologo o uno specialista in tricologia. Un esame del cuoio capelluto e, se necessario, un tricogramma (un esame che analizza i follicoli e lo stato dei capelli), possono fornire una diagnosi precisa. Intervenire in tempo, quando i follicoli non sono ancora completamente atrofizzati, può fare la differenza. Esistono diverse opzioni di trattamento, dai farmaci come la Finasteride e il Minoxidil, alle terapie non chirurgiche come il PRP capelli (plasma ricco di piastrine), fino al trapianto di capelli per i casi più avanzati. Ignorare i segnali può portare a un danno irreversibile e alla perdita definitiva dei follicoli. La prevenzione e la diagnosi precoce sono la chiave per mantenere la salute dei tuoi capelli.